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  • di Antonella Giordano da Il SALVAGENTE

CONTATTO: la prima Beauty Green per capelli e corpo in Montichiari vi parla di "PROFUMI"


In questo articolo del nostro blog Contatto (parrucchieri, estetica e benessere Green) desidera riportarvi un interessantissimo test tratto dal SALVAGENTE, periodico leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori.

ANCHE QUESTA VOLTA CONTATTO SI PROPONE COME RIFERIMENTO SICURO AL CLIENTE.

I NOSTRI PRODOTTI SONO SCELTI COME SEMPRE SENZA COMPROMESSI, ECO SOSTENIBILI PERCHE' LE NOSTRE CLIENTI POSSANO AFFIDARSI A NOI IN ASSOLUTA TRANQUILLITA' SENZA "IMPAZZIRE" TRA I COMPONENTI COSMETICI, MA COME SEMPRE PER SCELTE CONSAPEVOLI E' INDISPENSABILE CONOSCERE.

Profumo di allergie nelle nostre case

Spray, emanatori, oli essenziali che portiamo tra le pareti domestiche sono un concentrato di sostanze irritanti, in grado di sensibilizzare l’organismo. Come abbiamo scoperto mettendone a confronto 12 molto venduti

Sembrano innocui spray per profumare la casa, in realtà sono un concentrato di sostanze nocive che faremmo bene a non diffondere nei nostri ambienti. Di deodoranti per interni, ce ne sono di ogni tipo, dai semplici spray ai bastoncini, dai diffusori elettrici alle candele. Seducono i consumatori con un marketing che “esalta” il potere della natura con frasi del tipo “oli essenziali al 100% naturali” o “100% bio”. In realtà di naturale c’è ben poco e una casa “profumata” con questi prodotti rischia di inquinarsi di sostanze potenzialmente tossiche. Irritanti come l’acetaldeide, l’acroleina, l’etanolo e il tricloroetilene, e una miriade di allergeni, verso cui molte persone hanno sviluppato sensibilità. Una volta sprigionate, queste molecole possono creare una pericolosa combinazione con il calore o l’ozono che trovano nell’aria e in alcuni casi trasformarsi nella cancerogena formaldeide. Gli effetti più frequenti dell’esposizione a queste sostanze sono rappresentati da sintomi allergici, irritazione alle vie respiratorie e agli occhi, mal di testa, nausea e vertigini. Dato che intensificano l’asma bronchiale e la bronchite cronica, sono molto pericolosi per chi soffre di asma o insufficienza respiratoria. La causa dei disturbi è da attribuire ai Cov, i Composti organici volatili che provengono dalla degradazione di prodotti di sintesi o naturali come gli oli essenziali e sono molto irritanti per l’apparato respiratorio. I Cov più utilizzati sono i distillati del petrolio, alcoli e chetoni che si propagano facilmente a temperatura ambiente e coprono gli odori. In molti casi, purtroppo, gli ingredienti non sono elencati in etichetta perché nessuna legge lo prevede. Eppure la pericolosità è cosa nota da anni. Risale a 10 anni fa uno dei primi test effettuati dal Natural Resources Defense Council sui deodoranti per ambiente: su 14 prodotti analizzati, ben 12 contenevano ftalati molto pericolosi, come il Dehp sospettato di creare gravi disfunzioni a livello ormonale. Gli ftalati, per la verità, sono stati trovati anche nei deodoranti dichiarati “naturali” o “privi di profumazione”. I ricercatori dell’American College of Allergy Ashma and Immunology hanno trovato in ogni prodotto una media di 20 Cov, un terzo dei quali è classificato come pericoloso o tossico. Da qualche anno il primario di patologia toracica del nuovo ospedale civile di Strasburgo, Frédéric de Blay, sta cercando di capire cosa contengano questi prodotti alla luce di un significativo aumento di pazienti che hanno accusato forti crisi respiratorie dopo aver inalato le sostanze emesse dagli spray agli oli essenziali (acquistati paradossalmente per respirare meglio). Il primario ha misurato il tenore di Cov nell’aria dopo aver vaporizzato in ambienti chiusi uno spray purificante della Puressentiel, marchio leader del mercato. Dopo mezz’ora, la concentrazione di limonene nella stanza era 10 volte superiore ai limiti di esposizione stabiliti dalla Commissione europea. “Esposto ad una tale miscela di sostanze, l’organismo si sente aggredito e reagisce sviluppando più facilmente una patologia allergica”, ha spiegato al mensile 60 Millions de consommateurs Isabelle Bossé, allergologa e presidente del Sindacato francese degli allergologi. I produttori di deodoranti per ambienti si difendono affermando che i composti organici volatili emessi dai loro prodotti sono di origine naturale e non sono nocivi contrariamente a quelli di sintesi. Ma in realtà l’impatto dei Cov sulla nostra salute, sintetici o naturali che siano, è lo stesso

Le molecole da evitare

• Cov: Composti organici volatili che provengono dalla degradazione di prodotti di sintesi o naturali come fiori e oli essenziali: sono tossici per l’apparato respiratorio e provocano irritazioni, allergie e crisi d’asma.

• Formaldeide e benzene: annoverate tra i cancerogeni, sono emesse in particolare da incensi, oli e candele. Il benzene può fissarsi nel tessuto del midollo osseo.

• Lista dei 26 allergeni più irritanti: Alpha-isomethyl ionone, Amyl cinnamal, Amylcinnamyl alcohol, Anise alcohol, Benzyl alcohol, Benzyl benzoate, Benzyl cinnamate, Benzyl salicylate, Butylphenyl methylpropional, Cinnamal, Cinnamyl alcohol, Citral, Citronellol, Coumarin, Eugenol, Evernia furfuracea, Evernia prunastri, Farnesol, Geraniol, Hexyl cinnamal, Hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyde, Hydroxycitronellal, Isoeugenol, Limonene, Linaool, Methyl 2-octynoate.

“Figli di nessuno” con poche regole di legge

I deodoranti per gli ambienti non sono considerati né cosmetici né detergenti e non hanno legislazione specifica ci spiega l’esperto Fabrizio Zago. Che ci aiuta a riconoscerne i pericoli a partire dalle etichette (quando ci sono)

l Salvagente ha analizzato 12 deodoranti e come temevamo tutti contengono allergeni. Da un minimo di 3 fino ai 15 contenuti nel Fragrance. Uno è il butilfenilmetilpropionale. Fabrizio Zago, chimico industriale, consulente Ecolabel e autore del “bio-dizionario” in cui sono analizzate circa 5mila sostanze utilizzate in cosmetica, ci spiega che “di recente è stato dichiarato molto pericoloso dal Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori della Ue, di solito poco severo con i produttori. È sospettato di danneggiare la fertilità in bambini non ancora nati”. Ovviamente oltre una certa soglia, ma Zago sottolinea: “Se una sostanza è pericolosa lo è sempre, poca o tanta che sia”. Tra i conservanti in Air Wick “Magnolia rosa e orchidea” abbiamo trovato il sodio borate, sostanza pericolosa per la riproduzione, oltre determinati limiti. Nel Glade Refresh “Fresh Mountain”, invece, c’è il methylisothiazolinone, conservante allergico bandito da molti cosmetici. Air Wick “Lavanda in fiore” e Millefiori Aria “Grape classis” contengono il 2,4-dimethyl-3-cyclohexen-1-carboxaldehyde, presenza “inaccettabile” per Fabrizio Zago. “I deodoranti per ambienti sono figli di nessuno - ci spiega Zago, - non hanno legislazione specifica non essendo né cosmetici, né detergenti. Il 90% di quelli in commercio sono estremamente infiammabili: i più pericolosi perché saturano facilmente l’ambiente. Non dobbiamo assolutamente usarli, ad esempio, in cucina vicino ai fuochi, o in bagno insieme ad altri deodoranti perché trasformiamo l’ambiente in una camera a gas. In etichetta sono indicati come idrocarburi (spesso alifatici). Un idrocarburo molto diffuso nei deodoranti che catturano gli odori, invece che coprirli con i profumi, è il trietilene glicolico. Poi ci sono i prodotti caricati ad aria compressa, a CO2 o ad azoto che sono più sicuri perché hanno un altro modo di erogare il profumo e anche più cari”. Zago prosegue: “Discorso diverso per i deodoranti che disinfettano gli ambienti, che hanno una pericolosità intrinseca. Vengono indicati come presidi medici chirurgici, ma presto saranno etichettati come biocidi, sottoposti a una precisa registrazione e a regole più stringenti”. A Zago abbiamo chiesto cosa dovremmo cercare in etichetta. “Qualche anno fa la Ue ha stilato una lista di 26 sostanze talmente utilizzate nei profumi da rendere sensibili molti consumatori. Ma la Commissione ha continuato a cercare sostanze di questo tipo e a oggi ne ha identificate più di 100. Se tenessimo conto di questa lista, che non è pubblicata perché non è ancora ufficiale, dovremmo scrivere in etichetta un elenco molto più lungo. È importante precisare che l’indicazione degli allergeni è ‘indirizzata’ a chi è già allergico a quella sostanza. Non vuol dire che tutti i consumatori lo sono o lo diventeranno. Inoltre il produttore deve indicare in etichetta, le sostanze che possono provocare allergia o hanno un alto livello inquinante sull’ambiente”. Altro elemento importante è il solvente, che incide sulla resa del prodotto: i deodoranti a base d’acqua, ad esempio, hanno una resa minore perché il profumo non resta sospeso ma cade per terra. “Nei solventi potrebbero esserci anche cessori di formaldeide che spesso vengono indicati dal produttore con formule strane per non essere facilmente identificabili”, ammonisce Fabrizio Zago. Sempre che l’etichetta ci sia...


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