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CONTATTO la prima Beauty Green per capelli e corpo - Microplastiche ma non solo...

Gli esperti li chiamano PPCP (Pharmaceuticals and Personal Care Pollutants, ovvero inquinanti da farmaci e cosmetici): una gamma di prodotti che comprende creme per il corpo, medicinali, conservanti alimentari, disinfettanti, filtri solari, aromi artificiali. . . Ossia un assortimento molto ampio di sostanze tra loro anche molto diverse che tuttavia condividono alcune "caratteristiche": contenute in migliaia di prodotti, sono sostanze molto attive sul metabolismo degli esseri viventi e difficili da individuare perché diluite migliaia di volte più dei "tradizionali" inquinanti; non vengono filtrate dalla maggior parte degli attuali depuratori, progettati per fermare inquinanti più grossolani.


Da un lato prodotti di cosmesi contengono microplastiche (anche se bandite, le liste di ingredienti di alcuni prodotti le contengono ancora); dall’altro, shampoo e deodoranti contengono sostanze aromatiche che possono inquinare le acque, facendole diventare pertanto reflue e non più idonee a un loro uso diretto oltre che composti organici volatili che potrebbero reagire con la luce del sole, portando alla formazione di ozono e particolato, sostanze inquinanti dannose per l’uomo.


Per questi motivi, l’UE ha dato delle direttive, disciplinando il loro utilizzo, ma CONTATTO invita all'acquisto di prodotti con ingredienti naturali cercando di conoscere almeno le sostanze più dannose perchè spesso nella cosmetica farle passare inosservate è un gioco da ragazzi.

Microplastiche, silossani e 1715 milioni di tonnellate di anidride carbonica: travestita da rossetto, fondotinta o t-shirt e altro ancora...

Colpa, forse, di un’ansia da shopping, costruita ad arte dal marketing dai giganti del settore, che non prevede la possibilità di fermarsi e chiedersi in che modo i prodotti che stiamo acquistando sono stati realizzati.

E proprio i SILOSSANI, bombe a orologeria contenuti nei cosmetici e nei prodotti per il corpo e ritenuti inoffensivi per decenni secondo gli studi più recenti, come quello pubblicato nel 2015 sul “Polish Journal of Environmental Studies”, si disperderebbero con molta facilità nell’aria perché altamente volatili.

Queste molecole, ossidandosi, disperderebbero nell’ambiente microcristalli di silice di dimensioni inferiori ai 100 nanometri, estremamente persistenti nell’ambiente e dall’alto potere inquinante.


Tra i principali imputati di inquinamento da microparticelle ci sono, insieme agli esfolianti, i detergenti per il viso che solo in Italia sarebbero responsabili dell'immissione in mare di 320 tonnellate all'anno.

Un esempio è il polietilene, la più comune delle microplastiche, presente soprattutto negli eyeliner e nei dentifrici, che oltre a inquinare fiumi e oceani, finisce direttamente nell’acqua dei rubinetti di casa e nei nostri piatti.


Intanto dall’Europa arrivano i timidi segnali di una prima presa di coscienza sulla pericolosità di queste sostanze e dal 1º gennaio 2020, il nostro Paese si è allineato alle direttive comunitarie in materia, vietando la messa in commercio di «prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti fibre di plastica». EVVIVA!


Come sapere se un prodotto contiene microplastiche?

Basta leggere attentamente l’etichetta.

L’Unep ha stilato una lista di ingredienti che indicano la presenza di microplastiche, ovvero:

Polyethylene (Pe),

Polymethyl methacrylate (Pmma),

Nylon,

Polyethylene terephthalate (Pet),

Polypropylene (Pp).




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