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  • Elisabetta Bicelli

CREME SOLARI : LE CONOSCI DAVVERO?

Aggiornamento: ago 11

Le creme solari le utilizziamo quotidianamente.

Eppure ne sappiamo davvero poco.


E' vero che una crema con spf 50 vale quasi il doppio di una con spf 30 ?

Quanta crema devo mettere ed ogni quanto devo rimetterla?


Secondo un sondaggio della Royal Pharmaceutical Society solo 8 persone su 100 sanno che il valore si riferisce solo ed esclusivamente alla protezione nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo B , nulla a che fare con la protezione nei confronti degli UVA.

Lo sapevate ?

Oltretutto un intervistato su quattro non sa neanche cosa sia la sigla SPF e moltissimi hanno difficoltà a capire quanta crema mettere e ogni quanto tempo a rimetterla.



Inoltre è pensiero comune che il numero di SPF indichi di quante volte possiamo amplificare il tempo di esposizione al sole prima di scottarci.

E' pensiero comune ma il sbagliato.


L' SPF o fattore di protezione solare è un numero che indica la capacità della crema di fermare le radiazioni UVB.

Si ottiene in maniera sperimentale, ma quello che interessa a noi è capire che cosa significa quel numero.

Facciamo qualche esempio: una crema con spf 6 lascerà passare un sesto dei raggi UVB che ci arrivano addosso, cioè circa il 17%.

Significa che l' 83% dei raggi UVB sarà fermato da quella crema.

Un spf 30, ne lascerà passare un trentesimo e cioè né bloccherà il 97% un spf 50 ne lascerà passare un cinquantesimo e cioè ne bloccherà il 98%.

Più è alto l' SPS meno UVB passano.


Man mano però che l'SPF cresce, le differenze si affievoliscono: tra 97% di una protezione 30 e il 98% di una protezione 50 non c'è tutta questa differenza.

La comunità europea per evitare che i consumatori siano tratti in inganno dai numeri di SPF troppo alti ha chiesto ai produttori europei di non superare i 50 mettendoci al limite un segno + di fianco, ma chiede anche che accanto al numero di spf sia aggiunto un aggettivo che permetta al consumatore di capire se sta comprando una protezione bassa (tra 6 e 10), media (tra 15 e 20), alta (tra 30 e 50) o molto alta( 50 o 50+)



In Europa sono inoltre vietati i claim come protezione totale o schermo totale proprio perché anche con spf alti, un po' di UVB eUVA passano e quindi non esiste lo schermo totale.

Ok adesso che abbiamo capito come funziona l'SPF, possiamo andare in spiaggia?

No non ancora.

Dobbiamo prima capire quanta crema applicare.

La dose consigliata, cioè quella a cui vengono fatti i test per misurare il valore di SPS, è di 2 mg per centimetro quadrato di pelle.

Calcoliamo quindi quanta crema serve per una persona media alta 160 cm con una superficie di circa 1,5 m, cioè 15.000 cm quadrati

Servono circa 30 g di crema.

Se li proviamo a pesare ci accorgeremo che la dose che solitamente applichiamo è spesso di molto inferiore.

Significa che un flacone da 200 g di crema dovrebbe bastare per 6 applicazioni.


Dai sondaggi è emerso che noi usiamo mediamente da metà a un quarto della crema necessari.

Sapete che cosa significa?


Significa che quel numero che noi abbiamo scelto magari decidendo di investire anche dei soldi per comprare una protezione più alta quando poi ne spalmiamo la metà oppure un quarto, quel numero di protezione cambia drasticamente.

Già....

Perché se ho messo la metà della dose consigliata di crema che ha un spf di 30 non ottengo una protezione di 15, ma una protezione che è la radice quadrata di 30 cioè circa 5.

Se ne applico un quarto ottengo una protezione che è la radice quadrata di 5 e cioè circa 2. A questo punto a mettersi a fare distinzioni tra un spf 30 un spf 50 è quasi inutile.

Inoltre massima attenzione perchè adesso sonomolto di moda spray, fondotinta con SPF ed acque solari...



Ricordiamoci sempre che perché quell' SPF abbia effetto dovremo splamarne 2 mg per centimetro quadro che diventa difficile quando parliamo o di uno spray oppure di un fondotinta.

Ok!

Abbiamo capito che cos'è la SPF e che dobbiamo mettere una quantità di crema adeguata, cioè, probabilmente di più di quella che applicheremmo normalmente però non possiamo ancora andare in spiaggia.

C'è un altro tassello che contribuisce a rendere efficace una protezione solare.

Avete presente quella scritta posta sul retro delle confezioni : ripetere l'applicazione frequentemente.

Che cosa significa frequentemente?

Mezz'ora un'ora, tre ore ...che cosa vuol dire?


Ancora una volta alcuni studi ci vengono in aiuto.

Dai risultati di varie prove fatte nel corso del tempo da diversi gruppi di ricerca è emerso che la tecnica migliore per evitare le scottature e quella di distribuirsi la crema su tutto il corpo prima di uscire di casa e poi ripetere l'applicazione appena arrivati in spiaggia quindi dopo 20-30 minuti circa. Da lì in avanti ripetere ogni circa 2 ore.

In questo modo, anche se la prima passata è insufficiente perché ne abbiamo messa meno di quella che serve, si integrerà poi con la seconda passata per arrivare così ad avere una copertura efficace.

Ok. Adesso che dite... possiamo davvero andare in spiaggia?

Purtroppo no perchè manca l'ultima parte legata agli UVA.

Abbiamo parlato fino a qui di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo B, ma ci sono anche gli ultravioletti di tipo A.

Gli A rappresentano il 90% della radiazione ultravioletta e i B circa il 10%.

Gli UVB sono pochi e si fermano negli strati più superficiali della pelle, ma sono anche particolarmente cattivi perché sono i responsabili delle scottature.


Questo è il motivo per cui storicamente tutte le creme solari si sono concentrate su di loro.

Gli UVA invece sono un po' più subdoli perché riescono a penetrare in profondità ed entrano negli strati più profondi della pelle e raggio dopo raggio provocano la produzione di radicali liberi che vanno come delle palline impazzite di un flipper a colpire la struttura che sostiene la pelle provocandone l'invecchiamento, ma non solo perché colpiscono anche il DNA provocando delle mutazioni che nel tempo possono causare lo sviluppo di tumori della pelle.

E' per questo motivo che l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito i raggi ultravioletti nella lista dei cancerogeni certi.

Sia i raggi ultravioletti di origine naturale, cioè di quelli che arrivano da sole, ma anche i raggi ultravioletti artificiali, cioè quelli di lampade e lettini abbronzanti.

Per proteggerci dagli effetti abbiamo quindi bisogno di una crema che contenga dei filtri in grado di intercettare i raggi UVA ed evitare che vadano a distruggere tutto quello che incontrano.


Potete trovare sulle creme indicato UVA pf con un numero di fianco, oppure nella maggior parte dei casi con un bollino con la scritta UVA al centro.

Per la legge europea questo bollino significa che la crema contiene un fattore di protezione per UVA pari ad almeno un terzo dell' spf dichiarato.

ORA POSSIAMO DAVVERO ANDARE IN SPIAGGIA RICORDANDO SEMPRE DI PRESTARE ATTENZIONE ALL'INTERO INCI DEI NOSTRI PRODOTTI COSMETICI.

A presto

Lo staff CONTATTO




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