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  • Elisabetta Bicelli

LE TINTE PER CAPELLI FANNO MALE ?


Ammoniaca, Parafenilendiammina, coloranti, reazioni chimiche…

Le tinte per capelli non sono cosmetici come gli altri.

Tra tutti sono quelli che generano più paure e più domande.


Partiamo proprio dall’ingrediente che preoccupa di più: l’AMMONIACA.

E’ un ingrediente fondamentale per le tinture per capelli perché permette ai coloranti di penetrare all’interno del capello dove poi si svolgeranno le reazioni chimiche che porteranno allo sviluppo del colore.


Quando troviamo la scritta NON CONTIENE AMMONIACA, o non è una tinta permanente oppure contiene un suo sostituto, una molecola diversa che svolge però lo stesso compito.

La principale sostituta dell’ammoniaca è l’ ETANOLAMMINA.


L’ammoniaca è una sostanza che ha delle limitazioni d’uso (come per tutte le sostanze utilizzate nei cosmetici) indicate nel regolamento europeo 1223 del 2009.

Restrizioni simili le ha la sua sostituta principale cioè lEtanolammina.


Se proviamo ad analizzare e confrontare l’Ammoniaca con l’Etanolammmina noteremo che:


Sul piano delle ALLERGIE abbiamo un punto a favore dell’Ammoniaca.

L’Etanolammina infatti ha una maggiore probabilità di provocare reazioni allergiche.

Con le irritazioni abbiamo invece un punto in meno per entrambe.

Sono infatti tutte e due irritanti.

L’etanolammina è meno volatile dell’ammoniaca e quindi se lasciata in posa troppo a lungo o non sciacquata bene può dare più problemi dell’ammoniaca che invece vola via.


NESSUNA DELLE DUE DA' PROBLEMI DI TOSSICITA’ SISTEMICA CIOE’ PER L’ORGANISMO NEL SUO INSIEME.


NESSUNA DELLE 2 E’ CANCEROGENA.


Quindi…quale delle 2 scegliamo ?

C’è davvero tutta questa differenza tra un prodotto con Ammoniaca e uno senza ma con Etanolammina ?

Quando si parla di tinte e sicurezza pochi ci pensano ma ciò che crea il problema principale sono le ALLERGIE.

La maggior parte dei coloranti utilizzati nelle tinture è allergizzante.

E chiamiamo in causa la PARAFENILENDIAMMINA , o PPD la prima sostanza colorante utilizzata per le tinture permanenti per capelli e che continua tutt’ora ad essere utilizzata soprattutto nelle tinture scure, dal castano al nero.

E’ una delle sostanze che da più problemi a livello di allergie e quindi nell’unione europea ha molte limitazioni.

I produttori di tinte per capelli non possono quindi usarne quanta ne vogliono.

Devono attenersi anche loro ai limiti imposti dal regolamento 1223 del 2009 che indica un massimo del 6% di Parafenilendiammina all’interno delle tinte, oltre all’obbligo di inserire in etichetta delle diciture quali :

CONTIENE FENILENDIAMMINA, PUO’ DARE REAZIONE ALLERGICA, DA NON USARE PER TINGERE CIGLIA E SOPRACCIGLIA.


Queste regole permettono al consumatore di individuare subito se un prodotto contiene Parafenilendiammina e quindi di evitarlo nel caso sia allergico.

Il regolamento europeo vieta gli utilizzi di Parafenilendiammina al di fuori delle tinte per capelli , cioè non puo’ essere utilizzata per le paste dei tatuaggi, anche se questo non ne frena l’utilizzo in situazioni poco controllate.

C’è da essere molto attenti anche al fatto che spesso viene aggiunta nelle pasta per l’Hennè per tatuaggi temporanei.

Noi andiamo in spiaggia, ci facciamo fare un tatuaggio all’Hennè con magari all’interno una dose elevata di Parafenilendiammina.

Poi il tatuaggio dopo giorni se ne va, ma la permanenza di questa sostanza sulla pelle per giorni e ad una dose non controllata ed eccessiva potrebbe causare reazioni di bolle e rossori più o meno importanti quando si andrà ad applicare poi una tintura per capelli. Questo perchè il nostro sistema immunitario è stato fortemente sensibilizzato.

Ecco perché sulle confezioni di tinte è scritto di prestare attenzione ad utilizzarle dopo aver ricevuto tatuaggi temporanei all’Hennè.


Si potrebbe fare una lunga lista di coloranti che danno problemi di allergie.

Uno dei più discussi a livello pubblico è il resorcinolo o RESORCINA , per il quale si potrebbe fare un discorso simile alla Parafenilendiammina.

L’importante è che i produttori lo utilizzino all’interno dei limiti stabiliti dalla legge e ne segnalino le corrette attenzioni in etichetta.


MA TRA LE DOMANDE PIU’ PROPOSTE C’E’ SENZA DUBBIO QUESTA:

LE TINTE SONO CANCEROGENE?


Questa domanda viene alimentata troppo spesso dalla stampa generalista.

La realtà è come sempre molto sfumata e piena di DIPENDE.

Sono decenni che si studiano le possibili reazioni tra l’utilizzo di tinture e l’incidenza di diversi tipi di tumori.

Del resto parliamo di una pratica utilizzata da circa il 60% delle donne e 10 % degli uomini con una frequenza mensile per molti anni della loro vita.

Qualunque epidemiologo vi si tufferebbe…e infatti così è stato.


Lo studio più importante, che ha segnato un punto di svolta nella ricerca di queste relazioni tra l’uso di tinte e lo sviluppo di tumori, è del 2001.

Analizzando le abitudini di 1514 persone che avevano avuto un tumore alla vescica e confrontandole con quelle di persone sane i ricercatori avevano individuato nell’uso di tinte per capelli un potenziale fattore di aumento di rischio.

Questo studio è importante però non tanto per le sue conclusioni, che poi sono state anche parzialmente riviste, ma per esser servito a smuovere le acque e convincere la commissione europea a riprendere in mano seriamente il settore delle tinture per capelli.

Da ciò è nata una totale revisione dell’elenco dei coloranti ammessi nelle tinture.


Si è arrivati alla creazione di 2 liste: una con i coloranti ammessi e una con quelli vietati

Questo lavoro ha eliminato dal mercato molti dei coloranti che venivano utilizzati nelle tinture degli anni '70 e '80 .

Quindi possiamo dire che farsi la tinta oggi è senza dubbio più sicuro di alcuni decenni fa.

Ma parlando di oggi vediamo cosa dice l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro lo IARC

Lo IARC analizza tutti gli studi prodotti su un determinato ingrediente, li confronta, li soppesa e alla fine tira delle conclusioni.


Nel 2010 è stata infatti pubblicata una monografia interamente dedicata alle tinture per capelli dove si esaminavano sia l’utilizzo personale che quello professionale.

Le conclusioni confermano che non c’è relazione fra l’uso di tinte e tumori per quanto riguarda l’uso personale (per i client) mentre invece c’è un probabile AUMENTO DI RISCHIIO soprattutto per alcuni tumori per i parrucchieri e gli operatori che maneggiano le tinte.

Possiamo sintetizzare che quindi l’esposizione conta.


Emerge in generale che farsi la tinta nelle condizioni classiche, con i tempi dettati dalla ricrescita non sembra esporre a un’aumento di rischio di sviluppare determinati tumori.

Certo ci aspetteremmo qualcuno che ci dicesse : "Tranquilla non c’è nessun pericolo"

Il pericolo c’è , ma quello che gli enti preposti al controllo sulla sicurezza dei prodotti devono valutare è il rischio.


ED IN GRAVIDANZA ?

Dal punto di vista della sicurezza tutti gli ingredienti delle tinture devono dimostrare di essere sicuri anche durante la gravidanza.

Detto questo, le risposte nette non si possono avere perché non esistono prodotti a rischio zero e tantomeno prodotti completamente innocui.

Le tinte sia classiche che naturali sono prodotti complessi che prevedono che avvengano reazioni chmiche all’interno dei nostri capelli e sulla nostra cute.


Vediamo quali potrebbero essere i problemi.

A livello europeo si valuta la sicurezza degli ingredienti singoli.

Ci sono però questioni riguardanti la sicurezza degli intermediari cioè di quei composti chimici che si formano durante una reazione dall’unione di 2 o più ingredienti.


La commissione europea ha preso in mano la situazione iniziando a valutare la sicurezza degli intermediari più frequenti anche se la strada è ancora lunga.


Ecco perché alcuni medici ginecologi sconsigliano alle future mamme di farsi la tinta durante la gravidanza, applicando il principio di precauzione.

Il nostro ministero della salute non ha preso una posizione pubblica sulla questione tinte in gravidanza.

Il suo equivalente britannico invece ha pubblicato sul sito delle linee guida dove sono indicati sia i rischi a cui si espone la mamma sia istruzioni pratiche e concrete per fare le tinture in sicurezza : Indossare i guanti, lasciare in posa per il tempo minimo necessario indicato nelle istruzioni, aerare bene la stanza e sciacquare bene i capelli per rimuovere tutti i residui di Ammoniaca, Etanolammina o coloranti.

Tutte cose che sarebbe bene tenere sempre in considerazione in ogni caso.


E’ importante ricordare che la decisione finale spetta comunque alla mamma che deve valutare i rischi minimi con i benefici che però variano da persona a persona.

C’è chi i capelli bianchi proprio non riesce a vederseli in testa e chi invece non ha nessun problema.

Chi non riuscirebbe a convivere con la consapevolezza di aver esposto il proprio bambino a un rischio seppur minimo e infinitesimale e chi invece ritiene che quel rischio sia comunque inferiore ai benefici che ne trae.


E questo discorso così sentito in gravidanza vale un po’ per tutti noi e per tutto quello che facciamo.

Tutto ci espone a dei rischi: quando mangiamo qualcosa, quando ci spalmiamo un cosmetico addosso, quando usciamo a fare una passeggiata….

Siamo sempre esposti a rischio.


Da un lato dobbiamo imparare a convivere con il fatto che il rischio zero non esiste sia che si parli di prodotti chimici che naturali, ma dobbiamo innanzitutto imparare a soppesare i rischi e i benefici per poi prendere una decisione, magari sulla base di informazioni il più possibile accurate e trasparenti.

A presto

Lo staff CONTATTO



RINGRAZIAMO COME SEMPRE PERI PREZIOSI CONTENUTI LA BIOTECNOLOGA DOTT.SSA BEATRICE MAUTINO E VI INVITIAMO A SEGUIRE IL SUO CANALE YOUTUBE



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